Twin Peaks: The Return (David Lynch & Mark Frost, 2017)

Voto: 10.

***SPOILER***

Nella seconda stagione, trasmessa nel 1991, l’agente Cooper era stato posseduto da Bob,
lo spirito cattivo metallaro che aveva ammazzato Laura Palmer. In questa stagione Cooper si è fatto crescere i capelli, indossa un chiodo, ed è diventato del male. Soffriamo senz’altro la mancanza del Cooper del bene, ma a farci sentire a casa ci pensano tutti i vecchi attori, inclusa Laura Palmer vecchia — che fa paurissima, Grace Zabriskie — che fa paurissima, David Lynch — immenso, Audrey Horne — che è invecchiata male, e poi Lucy, Deputy Hawk, la Signora Ceppo, eccetera. Inoltre, ci sono anche le due beniamine di Lynch, Naomi Watts, che ci innamora sempre nonostante le rughe, e Laura Dern, che si becca il ruolo più atteso: Diane. Solo a ripensare tutte queste cose io mi commuovo. Ma andiamo con ordine.

Twin Peaks: the Return è l’Otto e Mezzo di David Lynch. Tutti i topoi del regista — il doppio, il sogno, l’incubo, l’ironia, le attrici bone, i finali incomprensibili — vengono messi in scena in una festa di orrore e spasso, che vorremmo rivivere ancora e ancora. Soprattutto perché, alla prima visione, non ci si capisce niente, e tocca rivedersi tutte e 18 le puntate. Dopo la seconda maratona, qualche tassello va al suo posto, ma manca sempre qualcosa. E pur sapendo che la razionalità deve tacere laddove inizia il sogno, noi continuiamo a cercare quel qualcosa che ci faccia dire: ho capito. Non riconoscendo però QUANDO termina la logica e quando comincia l’analogia oniricaWe are like the dreamer, who dreams and then lives inside a dream — restiamo imprigionati, come Cooper, in un circuito di piacevolissime seghe mentali che è l’universo Twin Peaks. Condividiamo il nostro onanismo nelle spiegazioni in fondo alla recensione.

Una serie familiare e mai vista, da vedere per tornare a casa, accorgersi che qualcosa è cambiato, e sentirsi di nuovo a casa — Is it future, or is it past?

POST SCRIPTUM. Tra gli spiegoni sotto la foto, che probabilmente non leggerete, ce n’è uno che mi preme riportare anche quassù. Eccolo: la serie in realtà ha un seguito, quindi il finale ce lo spiegano nella prossima stagione, tra 25 anni. La scena chiave per comprendere il film sono i titoli di coda, in cui Laura Palmer sta dicendo una cosa in un orecchio a Cooper: in realtà gli sta facendo un puppa, un po’ come fa Lynch a noi con tutta questa stagione di Twin Peaks.

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La Spiegazione (fino all’episodio 17)

Cooper metallaro (d’ora in poi BlackCoop) si trova sulla terra ed ha due obiettivi:

obiettivo a) impedire a Cooper buono (d’ora in poi Cooper) di tornare sulla terra a sostituirlo, dal momento che i due non possono coesistere. Il fatto che BlackCoop debba rientrare nella Loggia Nera perché Cooper possa tornare sulla terra ce l’ha detto nell’Ep. 2 The Arm — la pianta con la capoccia, che nelle stagioni precedenti era un nano;

obiettivo b) trovare le coordinate per andare nella Loggia Bianca dove si trova The Fireman (il gigante) — non si sa a fare cosa. 

Cooper è prigioniero della Loggia Nera ed ha tre obiettivi: c) tornare sulla terra; d) salvare Laura Palmer; e) uccidere Judy, la madre di tutti i mali.

Cerchiamo di capire cosa succede in relazione agli obiettivi.

Secondo l’obiettivo a), BlackCoop vuole impedire a Cooper di tornare sulla terra a sostiuirlo. Dalla Loggia Nera dove si trova, Cooper vede una presa elettrica che sembra poterlo ricondurre sulla terra al posto di BlackCoop. Ci riesce quasi, ma BlackCoop resiste e a dirotta Cooper sul corpo di Dougie Jones. Dougie era stato costruito apposta, probabilmente da BlackCoop, per essere sostituito da Cooper quando avesse provato a tornare sulla terra. Questo ce lo suggerisce Mike (quello senza un braccio): You have been manufactured, gli dice a Dougie. E poi, una volta che Cooper è sulla terra, gli dice anche: You have been tricked.  Cooper, dirottato su Dougie, è stato ingannato, ed è infatti presente soltanto in forma di corpo: la sua mente è dormiente, finché BlackCoop è in circolazione. Chiameremo questo Cooper rincoglionito Cooper-Dougie.

A questo punto BlackCoop si dedica a cercare di uccidere Cooper-Dougie. La sequenza di tentati omicidi ai suoi danni — prima la bomba a casa, poi il nanetto, poi i fratelli Mitchum, poi il collega che tenta di avvelenarlo — è pilotata da BlackCoop.

Secondo l’obiettivo b), BlackCoop è in cerca di coordinate. Le coordinate VERE sono quelle che Major Briggs ha chiesto di recuperare a Ruth Davenport, e che Ruth si è scritta sul braccio. Una volta ottenute le coordinate, Major Briggs, che finora si trovava ibernato nella Zone, ha: 1) raggiunto il luogo delle coordinate — con la sola testa, visto che l’hanno decapitato; 2) scritto le coordinate sul foglietto che verrà recuperato dal figlio Bobby — questo avviene secondo un paradosso temporale, ma le logge sono al di fuori del tempo. Le coordinate conducono alla Loggia Bianca. Infatti, è qui che troviamo il capoccione di Major Briggs (Ep. 17), ed è qui che arriva Andy a liberare la cinese senza occhi, secondo le coordinate di Bobby (Ep. 14).

Le coordinate VERE vengono date a BlackCoop da Diane. Ci sono però delle coordinate FALSE, messe in giro da David Bowie/Philip Jeffries — che ora è diventato una teiera gigante. Tali coordinate vengono date a BlackCoop prima da Ray, che era al servizio di David Bowie, e poi da David Bowie stesso, in forma di segnali di fumo. BlackCoop vuole provare ad usare le coordinate che coincidono, ovvero quelle ricevute da Ray e David Bowie, ma sospetta siano una trappola. Infatti, lo sono: quando le prova, utilizzando come cavia il corpo di Richard Horne, quest’ultimo viene colpito da un fulmine e muore al posto suo. Questo è anche il momento in cui Cooper-Dougie si risveglia dal coma: probabilmente il sistema che regola le Logge ha registrato la morte di quello che avrebbe dovuto essere BlackCoop, e ha permesso a Cooper a tornare sulla terra, nonostante il suo doppelgänger sia ancora in circolazione (obiettivo c raggiunto da Cooper, senza dover far nulla).

BlackCoop adesso sa che le coordinate giuste sono quelle di Diane, e gliele chiede per intero — ALL 🙂 le scrive, perché probabilmente non gliele aveva date tutte (sì, questo non è molto chiaro). Diane invia a BlackCoop le coordinate, che aveva memorizzato leggendo il braccio di Ruth Davenport morta, e BlackCoop raggiunge lo stesso portale che era stato trovato da Bobby e gli altri. Il portale conduce alla Loggia Bianca, dove si trova The Fireman e il capoccione di Major Briggs. Ma BlackCoop viene subito rispedito via dalla Loggia Bianca: si vede infatti una gabbia che lo proietta direttamente alla stazione di polizia di Twin Peaks. A questo punto BlackCoop e Cooper si possono scontrare, e succede quel che succede alla stazione di polizia.

La/e Spiegazione/i del/i Finale/i (episodio 17 e 18) 

Gli episodi finali sono dedicati al raggiungimento degli obiettivi d) ed e) di Cooper. Le spiegazioni del finale sono molteplici, e tutte non esaustive. Ne elenchiamo quattro, più una ghost explanation.

1. Banalizzazione Lineare (approfondimenti: qui). Dopo lo scontro con BlackCoop alla stazione di polizia, Cooper utilizza la chiave della sua vecchia stanza per poi raggiungere The Dutchman’s, il posto dove si trova Philip Jeffries/David Bowie. Da qui torna indietro nel tempo, e salva Laura Palmer.  E quindi Sarah Palmer, la mamma, ormai posseduta da Judy, si incazza, e cerca di distruggere la foto di Laura. Questo gesto conduce Laura a sfuggire dalle mani di Cooper. Non è più salva, ma finisce in un’altra dimensione, probabilmente costruita da Judy stessa — e.g., il bar nella nuova dimensione si chiama Judy, la proprietaria della ex-casa Palmer si chiama Tremond, come la signora inquietante di Fire Walk with Me (qui), e tutto è distorto, anche la relazione tra Cooper e Diane. Cooper dovrà recuperare Laura in quest’altra dimensione, e accompagnarla ad esorcizzare la madre posseduta da Judy. In questo modo, prenderà due piccioni con una fava (Two birds with one stone): salvare Laura e uccidere Judy — obiettivi d) ed e) di Cooper. Laura è infatti l’unica che può sconfiggere Judy. Ricordiamo infatti che nell’Ep. 8, quando Bob è stato vomitato nel mondo, probabilmente da Judy, The Fireman ha generato una palla con dentro Laura Palmer, come forza benefica per contrastare Bob (e quindi Judy). Cooper, nella nuova dimensione, trova Laura, nel corpo di una certa Carrie Page. La riconduce a casa, ma a casa non ci trova Sarah Palmer/Judy. Laura-Carrie e Cooper escono in strada, Cooper sembra smarrito, le luci di casa Palmer si spengono, e Laura, in un urlo straziante, torna nel proprio corpo. Cosa vuol dire? Che non è salva, ma che adesso può (forse) essere salvata, essendo tornata nel proprio corpo. Questa spiegazione non chiarisce come mai vediamo il faccione di Cooper nelle immagini finali dell’Ep. 17. Per spiegare questo ci vuole la Complicazione Ricorsiva, la Banalizzazione Onirica, o la Complicazione Parallela, discusse sotto.

2. Complicazione Ricorsiva. Questa è una variante, proposta su Reddit (qui) e su un blog dedicato (qui), che parte dalla Banalizzazione Lineare, e riallaccia il finale dell’Ep. 18 con quello dell’Ep. 17. Nel finale dell’Ep. 17 vediamo il faccione di Cooper in sovra-impressione, e lo vediamo molto sicuro di quel che c’è da fare. Inoltre chiede a Diane: Do you remember everything? Come se si riferisse alla missione che compieranno nell’Ep. 18. Quindi l’idea è la seguente: quando Cooper salva Laura nel passato, Twin Peaks non ha ragione di esistere, e l’universo Twin Peaks si resetta (tutti gli orologi si fermano, e anche la furia di Sarah-Judy contro la foto di Laura è come se fosse fuori dal tempo);  la nuova dimensione è stata creata dalla Loggia Bianca per catturare Judy (le indicazioni per raggiungerla vengono infatti date a Cooper da The Fireman nel primo episodio); soltanto Laura può sconfiggere Judy, quindi va condotta in questa dimensione; quando Laura entra nel corpo di Carrie Page, a quel punto è in grado di scontrarsi con Judy. Dal momento che Cooper e Diane nell’Ep. 17 si comportano come se avessero già compiuto la missione, possiamo assumere che questa ha avuto un buon esito, e che quindi Judy è stata distrutta da Laura nel momento in cui è ri-entrata nel suo corpo, o poco dopo.

3. Banalizzazione Onirica. Tutta la faccenda di Twin Peaks fino al momento in cui Cooper si sveglia nel motel durante l’Ep. 18 è un sogno. Il sognatore si chiama Richard, ha le sembianze di Cooper ed è convinto di avere una missione da compiere: riportare a casa una certa Laura Palmer, che si chiama in realtà Carrie Page, e che ha già una casa di proprietà. Tutto Twin Peaks è quindi la rilettura in forma onirica degli ultimi 30 minuti (circa) dell’ultimo episodio. Il mondo dove si trova Richard-Cooper è la realtà, Twin Peaks è il sogno. A supportare questa ipotesi c’è il faccione di Richard-Cooper che domina la scena alla fine dell’Ep. 17, come se la stesse sognando, e piccoli indizi. Per esempio, il bar dove lavora Carrie-Laura si chiama Judy. Come accade nei sogni, piccoli dettagli del mondo reale vengono rielaborati e ri-contestualizzati in fase onirica, e Judy diventa il nome del male da combattere. Negli ultimi episodi, però, viene messa in dubbio anche questa ipotesi del sogno: Laura Palmer emette un urlo straziante, come se il sogno di Richar-Cooper fosse reale. Quindi chi è che sogna, Richard-Cooper, o è il Cooper di Twin Peaks che sogna di essere in un’altra dimensione per poter salvare Laura, senza riuscirci? O sono io che sogno tutto questo, e in realtà sono in una frazione di Crespina-Lorenzana (foto sotto)?

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4. Complicazione Parallela. Si dice in giro che gli ultimi due episodi vanno guardati in sincrono (vedi qui). Se si guardano gli ultimi fotogrammi in parallelo, si vede che nel momento esatto in cui Sarah Palmer/Judy spacca la foto di Laura nell’Ep. 17, Carrie-Laura urla nell’Ep. 18, e dopo poco vediamo Laura sparire dalle mani di Cooper nell’Ep. 17. Questo significa che il gesto di Sarah/Judy è stato proprio ciò che ha condotto Laura nel corpo di Carrie nell’Ep. 18. Per questo Laura non esiste più nella dimensione Twin Peaks, ma soltanto nella dimensione nuova. Il parallelismo degli eventi giustificherebbe anche la presenza di Cooper in sovra-impressione: lui vede cosa accade nell’Ep. 17 dalla sua prospettiva dell’Ep. 18, perché gli eventi stanno succedendo nello stesso momento.

Ghost Explanation. La serie in realtà ha un seguito, quindi il finale ce lo spiegano nella prossima stagione, tra 25 anni. La scena chiave per comprendere il film sono i titoli di coda, in cui Laura Palmer sta dicendo una cosa in un orecchio a Cooper: in realtà gli sta facendo un puppa, un po’ come fa Lynch a noi con tutta questa stagione di Twin Peaks.

 

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