Chernobyl (Craig Mazin & Johan Renck, 2019)

Voto: 7 e mezzo.

A Chernobyl è scoppiata la centrale nucleare. Le autorità minimizzano la faccenda, ma uno scienziato sosia di Bettino Craxi dice che è un casino. Il presidente Michail Gorbačëv gli fa: visto che è un casino, risolvilo te. Lui allora va a Cernobyl e dà ordini agli operai di fare cose da Mai Dire Banzai! tipo scavare tunnel a mano a cinquanta gradi senza ventilatore con il pisello di fuori, o lanciare rifiuti radioattivi in un buco finché Mashiro Tamigi non suona il gong. Oltre a pensare ad arginare il disastro con ingegnose trovate in cui qualcuno si fa malissimo, Craxi indaga anche sulle cause dell’incidente e alla fine ci fa un seminario sulla dinamica del disastro che Paco Lanciano scansati.

A noi figli degli anni ottanta la parola Chernobyl evoca apocalisse e magia. I bambini russi radioattivi che venivano in Italia a ripigliarsi. I mutanti, la gente con due teste, il divieto di mangiare funghi. Tutto quello che non capivamo bene ora ce lo racconta questa mini-serie (o macro-film, fate voi).  

La serie mescola tre generi: 1) il film apocalittico, con la radioattività al posto degli zombi; 2) il legal thriller stile John Grisham, con il mistero sulle cause del disastro, e il processo finale in cui si fa lo spiegone e la giustizia trionfa; 3) il film di propaganda antisovietica, perché il governo russo non ci fa per niente bella figura, tant’è che stanno già girando una contro-serie in cui danno la colpa dell’incidente a una spia della CIA (vedi qui).

I primi due generi sono perfettamente bilanciati. Il terzo ci fa storcere un po’ il naso, dal momento che noi non riusciamo a liberarci dalla nostalgia di quel comunismo che non abbiamo mai vissuto, e in cui tutti eravamo uguali ai vecchini del bar che bestemmiavano Andreotti mangiando granulati all’amarena.

A parte questo, tutto hollywoodianamente impeccabile, inclusi gli episodi di contorno alla vicenda: la moglie di un pompiere che segue l’agonia del marito radioattivo e lo tocca di continuo anche se le hanno detto che fa male; i militari che devono bonificare le campagne intorno a Chernobyl e ammazzano tutto anche i cuccioli di cane, che a noi figli dell’Instagram della tenerezza fanno più impressione dei cristiani morti.

Un film da vedere per ricordarvi come ci si sente quando qualcuno è stato in bagno a far roba grossa, e voi dovete effettuare una missione suicida in apnea per andare prendere un cotton fioc. È così che ci si muove in una centrale nucleare esplosa. È con il sacrificio dei coraggiosi che si salva l’umanità. 

chernobyl

 

 

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